Venerdì 6 ottobre. “L’Ombra di Frankenstein” atto unico di Kiki Franceschi


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Venerdì 6 ottobre alle 17.30 a Villa Trossi, con ingresso libero, la mostra antologica di Kiki Franceschi accoglierà una lettura scenica di una breve pièce scritta dalla stessa artista.

Ad interpretare “L’Ombra di Frankenstein” saranno Lara Gallo e Claudio Monteleone.

Artista poliedrica nell’alveo della poesia visiva, oltre alla pittura Kiki Franceschi ha dedicato libri, saggi e conferenze alla filosofia e alla letteratura romantica inglese, appassionandosi in particolare alla figura di Mary Shelley. Durante la sua lunga frequentazione di Villa I Tatti a Firenze, dove per ben 25 anni ebbe il suo studio, Kiki aveva accesso alla sterminata biblioteca e archivio dello storico dell’arte Bernard Berenson e qui lesse i diari manoscritti di Mary Shelley.

Kiki ricompose così, attraverso i documenti e le opere letterarie di Mary, l’animo della scrittrice e quello della donna, onnipotente creatrice dalla fervida fantasia la prima, determinata e malinconica amante la seconda.

L’atto unico che Kiki Franceschi ha scritto a partire dai diari di Mary Shelley si muove ora sul piano della finzione letteraria della mostruosa creatura del dottor Frankenstein, ora nella biografia tragica della scrittrice inglese, moglie del poeta Percy B. Shelley.

Nelle continue peregrinazioni tra l’Inghilterra, la Svizzera e l’Italia, la coppia soggiornò più volte a Livorno, tanto che una parte del romanzo dell’orrore “Frankenstein”, pubblicato nel 1818, vi è ambientata.

Del legame che unisce Livorno con gli Shelley parlerà durante l’evento Libera Capezzone, presidente della Fondazione, mentre Kiki Franceschi racconterà al pubblico della sua profonda passione per la scrittrice inglese.

Mary Shelley è figlia del filosofo William Godwin e di Mary Wollstonecraft, autrice della prima dichiarazione dei diritti delle donne e che muore poco dopo aver dato alla luce la figlia. Mary viene perciò cresciuta dal padre. A 16 anni conosce Percy B. Shelley, già sposato, e a 17 anni fugge con lui in Svizzera. Si sposano e hanno tre figli di cui solo uno sopravvive. Il romanzo più famoso di Mary Shelley è “Frankenstein”, scritto tra il 1816 e il 1817 in Svizzera e deriva dalla proposta di Byron di scrivere ognuno (insieme a Percy e il medico di Byron) un racconto dell’orrore. Nel 1818 i coniugi Shelley si trasferiscono in Italia. Qui Mary scrive “Mathilda” (1819-1820). Nel 1822 il marito appena trentenne muore durante un’improvvisa tempesta che colse la sua imbarcazione tra Livorno e Viareggio. Mary fa ritorno in Inghilterra con il loro unico figlio.