LA CITTÀ LIQUIDA. Sabato 24 ottobre inaugura la mostra diffusa di OFF-SITE


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Sei giovani artiste e artisti, una curatrice e un curatore rileggono Livorno attraverso opere diffuse site-specific. Una mostra nata dal primo ciclo di residenza artistica OFF-SITE, che indaga il rapporto tra acqua, città e comunità attraverso due prospettive: l’immaginazione e il dono.

 

Sabato 24 ottobre alle ore 17:00, presso il Museo della Città ‒ Polo Culturale Bottini dell’Olio (Piazza del Luogo Pio 19 – Livorno), si inaugura la mostra diffusa La città liquida, progetto finale del primo ciclo di residenza artistica OFF-SITE. L’iniziativa, realizzata grazie al Fondo Sociale Europeo+ della Regione Toscana 2021/27, coinvolge un vasto partenariato territoriale: Fondazione d’arte Trossi-Uberti capofila, Comune di Livorno, Fondazione Livorno Arte e Cultura, Cooperativa Itinera, Cooperativa sociale Brikke Brakke, Associazione 8mmezzo, Associazione Uovo alla Pop.

Il progetto OFF SITE

La Fondazione d’arte Trossi-Uberti è ente capofila del programma di due residenze artistiche dedicate a sedici giovani artiste e artisti, curatrici e curatori tra i 18 e i 35 anni con diploma di scuola secondaria superiore, in stato di disoccupazione, inoccupazione o con attività non stabile e non impegnate/i in un percorso di studio e/o formazione.

Al termine di un percorso di formazione teorica non formale e laboratoriale di 460 ore complessive, artisti e curatori restituiscono alla città e alle sue comunità i frutti delle loro ricerche e del loro lavoro artistico attraverso diversi medium visivi.

 

La mostra (24 ottobre – 24 novembre 2026)

Il primo ciclo di residenza, La città liquida, ha chiesto ai partecipanti di guardare Livorno come “città d’acqua e di pietra”, indagando la relazione tra le sue aree di waterfront storiche e contemporanee, calate in un sistema urbano complesso, stratificato e non sempre armonicamente integrato. All’interno di questo macro-tema, i curatori hanno sviluppato due sezioni di mostra, SOTTO PELLE e Volevo portarti dei fiori, ma non ho avuto tempo. L’immersione nel tessuto culturale cittadino, e la conseguente restituzione finale alla comunità, sono gli aspetti fondanti della mostra finale: due prospettive autonome che trovano punti di risonanza in un’unica armonia. Attraverso sei opere site-specific, il contesto cittadino viene analizzato da due punti di vista differenti, quello dell’immaginazione e quello del dono.

SOTTO PELLE (a cura di Giulia Botteri) legge Livorno attraverso l’acqua come «materia dell’immaginazione». Attraverso le loro opere, Annamaria Alessio, Vittoria Brugali e Carolina Tucci compongono un insieme organico di «specchi d’acqua», in cui è il visitatore a scegliere quanto profondamente immergersi e lasciarsi trasformare. Il progetto intreccia teorie psicanalitiche e alchemiche per reiterare i sistemi mnemonici e affettivi individuali e collettivi. La consegna non è data tanto alle artiste, quanto ai visitatori: a loro vengono infine offerte delle suggestioni per generare, a partire da memorie più o meno inconsce, nuovi scenari artistici e di comunità.

Volevo portarti dei fiori, ma non ho avuto tempo (a cura di Danio Ruffini) affida agli artisti il tema della restituzione. Andrea Gaeta, Caterina Mainardis e Selene Bertagnini lavorano a partire dall’identità territoriale, riconsegnando alla comunità una parte della memoria culturale livornese. L’opera d’arte assume la funzione di linguaggio sempre pronto a essere modellato, diventando dono per quest’occasione, un gesto spontaneo e affettuoso carico di significati diversi, dati sia da chi offre che da chi riceve.

Il concept di partenza è il medesimo: l’opera è il luogo che l’ha generata, restituito in forma nuova. Ma entrambe le sezioni lasciano una domanda aperta: una volta ricevuto il dono, cosa succederà?

SOTTO PELLE

Sezione mostra a cura di Giulia Botteri

Le artiste: Annamaria Alessio, Vittoria Brugali, Carolina Tucci

Luoghi: Museo della Città di Livorno, Cappella di San Francesco in Fortezza Vecchia, Cantina del Comitato Coppa Barontini

Volevo portarti dei fiori, ma non ho avuto tempo

Sezione mostra a cura di Danio Ruffini

Gli artisti: Selene Bertagnini, Andrea Gaeta, Caterina Mainardis

Luoghi: Pescheria Nuova, Museo della Città di Livorno, Chiesa di Santa Caterina

Inaugurazione e Public Program

Sabato 24 ottobre alle ore 17:00, l’inaugurazione ha inizio presso il Museo della Città, per poi proseguire nelle altre sedi dove sono allestite le opere. Sono previsti due tour gratuiti con guida turistiche (non occorre la prenotazione) alla scoperta dei luoghi storici coinvolti dalla mostra diffusa e durante i quali il pubblico incontrerà gli artisti e i curatori. Presso la Pescheria Nuova è prevista una performance di lettura poetica (ore 18.30 e 19).

Durante il mese di apertura della mostra sono previsti incontri pubblici: il 29 ottobre alle ore 16.30 talk con l’Associazione Randi presso il Museo della Città; il 31 ottobre alle ore 17 performance presso la Cappella di San Francesco; il 24 novembre finissage con la presentazione del catalogo e una performance presso il Museo della Città.

Gli artisti

Annamaria Alessio

Diplomata in Pittura all’ABA di Lecce, e in Fotografia all’ABA di Napoli, ha come pratica prediletta la fotografia analogica. La sua ricerca si muove sui temi esistenziali dell’autoritratto, e sul paesaggio come estensione dell’interiorità, tra visibile e invisibile, conscio e inconscio.
Selene Bertagnini

Si forma all’ABA di Carrara, dove consegue la laurea in Pittura e in Grafica d’Arte. La sua pratica intreccia pittura, incisione calcografica e installazione in un dialogo continuo tra materia, segno e linguaggio.

Vittoria Brugali

Si forma in Progettazione Artistica per l’impresa all’ABA di Brera e in Interior Design allo IUAV. La sua pratica prende avvio dalla passione per il cinema, per l’exhibit design e la scenografia, approfondendo il rapporto tra spazio, narrazione e percezione affettiva di un luogo.

Andrea Gaeta

Laureato in Product, Interior, Communication and Eco-Social Design all’Università di Firenze, è un product designer la cui ricerca si orienta verso il design critico ed eco-sociale, indagando la relazione tra oggetto, soggetto e uso.

Caterina Mainardis

Si laurea in Comunicazione e Didattica dell’Arte e in Terapeutica Artistica presso l’ABA di Brera. Il suo percorso si sviluppa nell’incontro tra pratica artistica, ricerca e dimensione relazionale, con particolare attenzione verso le possibilità d’uso dell’arte come pratica di cura.

Carolina Tucci

Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, lavora con materiali riciclati, considerati testimoni capaci di assorbire ricordi e trasformazioni. Attraverso cuciture, incisioni e installazioni, indaga tematiche legate al trauma, alla violenza che abita spazi e corpi.

I curatori

Giulia Botteri

Consegue la Laurea Triennale in Archeologia, Storia delle Arti e Scienze del Patrimonio Culturale all’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Padova e il Master professionalizzante presso la School for Curatorial Studies di Venezia. La sua pratica indaga tematiche ambientali, antropologiche e psicologiche, mettendo al centro del discorso curatoriale la relazione tra paesaggio, mondo interiore del singolo e collettività.

Danio Ruffini

Consegue nel 2019 il Diploma Accademico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 2022 il Diploma Accademico di II Livello in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo. La sua ricerca intreccia tematiche antropologiche e comunitarie, legandosi alla teoria dello Spettacolo e alle forme di pensiero orientali, mantenendo centrale l’idea dell’Arte come linguaggio necessario alla relazione tra individui.

Orari delle sedi di mostra

Cantina della Coppa Barontini: dal venerdì al sabato, h. 15:00 ‒ 18:00

Chiesa di Santa Caterina: tutti i giorni, h. 8:00 ‒ 20:00

Fortezza Vecchia: dal martedì alla domenica, h. 9:00 ‒ 20:00

Museo della Città di Livorno: dal martedì alla domenica, h. 10:00 ‒ 19:00

Pescheria Nuova: l’opera è esterna all’edificio, pertanto è sempre visitabile