曖昧 / AMBIGUITA’. La fotografia giapponese contemporanea   

Mediagallery

1° GRUPPO. Tutti i martedì alle 21.00, dal 14 ottobre al 25 novembre 2025. 2° GRUPPO. Tutti i giovedì alle 21.00, dal 16 ottobre al 27 novembre 2025

Gruppo del martedì SOLD OUT

Gruppo del giovedì: ultimi 2 posti                

“Nella fotografia c’è una realtà così sottile, che diventa più reale della realtà”

(Alfred Stieglitz – fotografo, gallerista, fondatore di Camera Work)

“Per me, fare una fotografia era fare un’anti-fotografia”

(William Klein – fotografo)

PRESENTAZIONE DEL WORKSHOP 曖昧 / AMBIGUITA’. (AIMAI / AMBIGUITÀ)        

Il Giappone affonda le sue radici in una storia secolare ma discontinua, che passa anche attraverso periodi di spiccato isolazionismo e di sensibile apertura verso l’esterno; quest’ultima diviene costante a metà Ottocento, quando il Paese è costretto a trattati diplomatici e commerciali dalle grandi potenze occidentali. Tre elementi in particolare fanno sì che il paese resti ancora oggi molto legato alle antiche tradizioni, conservando un fascino fermo nel tempo: il passato feudale, regno dei guerrieri samurai e del loro codice d’onore; una cultura caratterizzata da un forte senso di rispetto, disciplina e ricerca della perfezione, nonché da una grande attenzione alla natura e alla bellezza; le tracce di una forte spiritualità dovuta alla diffusione di shintoismo e buddismo.

Un fatto decisivo della sua storia più recente è l’entrata nella II Guerra Mondiale alla fine del 1941, quando attacca gli Stati Uniti d’America a Pearl Harbour, nel Pacifico. La macchina da guerra degli USA ha alla fine ragione di quella giapponese, ma deve arrivare al lancio delle bombe atomiche su Nagasaki e Hiroshima, nel 1945. Come conseguenza del suo status di paese aggressore sconfitto in guerra, si sviluppa all’interno del Giappone una situazione del tutto nuova, dovuta alla sua “americanizzazione” forzata; questa avviene sotto il “protettorato” rigido dei vincitori e provoca un trauma profondo di cui restano tuttora visibili i segni.

La modernizzazione del sistema politico-economico a partire dal secondo dopoguerra, con l’imposizione del nuovo modello industriale americano fondato sulla spinta al consumo, viene innestata in modo repentino e violento su una cultura e dei comportamenti che hanno radici profonde nell’eredità di un passato ancora in vita. Molte significative forme tradizionali, come la cerimonia del tè, l’arte dei giardini zen, il design degli oggetti, il sistema delle relazioni interpersonali ed altre ancora, entrano così in collisione con il presente.

Questa contraddizione viene gestita, ma non risolta, ricorrendo alla “ambiguità” (aimai), una modalità di propensione al comportamento che in Giappone fa parte integrante di una società fondata non sull’individuo ma sul rispetto della comunità; l’ambiguità è un valore molto apprezzato perché è una forma di comunicazione intenzionale e sfumata che lascia spazio all’interpretazione e che tende a generare armonia e a compattare la collettività – il che avviene ovviamente a scapito di una comunicazione più chiara e diretta tipica del pragmatismo anglosassone.

Tutto questo apre però straordinari scenari nelle forme espressive: arte figurativa, design, architettura, cinema, fotografia, che fanno della cultura giapponese un unicum caratterizzato da un certo minimalismo, essenzialità e rigore pur nella rappresentazione delle contraddizioni più cocenti.

Aimai, l’ambiguità intesa come “apertura” alle possibilità interpretative è, d’altronde, il cuore di tutte le forme d’arte e in questo senso riguarda tutte le culture, compresa la nostra.

Alcuni grandi interpreti della fotografia giapponese contemporanea testimoniano questa ambivalenza, questa ambiguità presente nella struttura mentale del paese. La loro tendenza ad evadere dal reale quotidiano è frutto della necessità di far vivere la loro potenza emotiva in una espressività libera, noi occidentali diremmo “dionisiaca”; è come una traccia del dolore individuale e dell’alienazione che vivono i giapponesi in un mondo contraddittorio sempre più diverso dal passato. Questo magma interiore, inesprimibile altrimenti, viene messo a fuoco da un bianco/nero e un colore spesso molto contrastati, intrisi di mistero, incorniciati con regole compositive originali e meticolosamente studiate, qualunque sia il genere fotografico.

OBIETTIVI DEL WORKSHOP

Fornire – a chi è interessat* alla fotografia come mezzo espressivo – gli strumenti concettuali e di cultura visiva, nonchè gli stimoli di contenuto e di stile, necessari per la realizzazione di fotografie sempre più significative.


Programma

Il Workshop si articola in due moduli, che tengono presenti gli interessi e le esigenze dei partecipanti:

1)Modulo principale
Il contenuto è dato da: a) attualizzazione del tema “la fotografia come espressione del sé”; b) studio e analisi delle realizzazioni di grandi maestri e di nuove leve della fotografia giapponese contemporanea; c) intensa attività di interazione di gruppo su visioni, percorsi e risultati di questi autori.

Si sviluppa in 7 sessioni on-Web, una la settimana, a partire da martedì 14 ottobre 2025. Ogni sessione di 60 minuti è a numero chiuso: minimo 8 – massimo 10 partecipanti. Il costo individuale per questo ciclo è di € 120.
I partecipanti devono disporre di un computer dotato di telecamera per partecipare alle videoconferenze. Il docente condivide dal proprio schermo un Power Point composto da immagini e testi, attraverso la piattaforma Meet.

2)Modulo integrativo (facoltativo, a seguire)
L’alliev* che desidera inoltre realizzare sul campo i particolari approcci illustrati nel modulo principale partecipa ad un’uscita collettiva assistita dal tutor (la modalità dell’esercitazione, decisamente inedita, verrà illustrata durante il Workshop). Ogni partecipante potrà poi inviare in differita al tutor un certo numero di scatti e riceverà da questo valutazioni e consigli tesi a migliorarne la qualità.
Il costo individuale per l’esercitazione e la supervisione post-scatti è di € 30.

N.B. In sintesi, il costo individuale per chi partecipa al Modulo principale è di € 120; per chi partecipa a Modulo principale + Modulo integrativo è di € 150.


Docenti associati: